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Coltivare il Caprifoglio del Giappone

Il caprifoglio del Giappone è una delle piante rampicanti col miglior valore ornamentale per via dei fiori prima bianchi e poi giallicci a foglie parzialmente persistenti. Si tratta di un arbusto vigoroso, rustico e molto frugale, tanto da non avere esigenze specifiche in fatto di clima e terreno, purché profondo.

La lonicera japonica, pur essendo forse la più interessante, non è la sola specie da tenere in considerazione per le nostre reti di recinsione, colonne o pergolati. Ecco una panoramica generale delle altre specie arbustive appartenenti al genere Lonicera:

Lonicera fragrantissima – si tratta di un cespuglio rustico che fiorisce durante la stagione invernale.

Lonicera sempervirens – conosciuto anche come caprifoglio della Virginia, è una piata a foglie persistenti con dei fiori rossi davvero molto gradevoli.

Lonicera caprifolium – è la specie più conosciuta tra le Lonicerae spontanee, E’ conosciuta anche come caprifoglio comune o madreselva, e si caratterizza pe ri fiori bianco crema assai odorosi.

Trattandosi di piante dalla fioritura abbondante capace di attorcigliarsi formando dei grovigli impenetrabili con il minimo sforzo, tutte le specie qui sopra citate sono consigliate.

Coltivazione dell’Orniello

Cari lettori e appassionati, in questa guida vedremo insieme le caratteristiche dell’ornello, il cui nome scientifico è Fraxinus ornus.

Risulta essere un albero caducifoglio alto fino a 10 o 15 metri, a portamento slanciato e chioma leggera e ovale.

La corteccia dell’orniello è grigio-verdognola e liscia da giovane, più scura e leggermente screpolata con l’età.

Alcune varietà vengono coltivate nell’Italia Meridionale ed in particolare in Sicilia per la produzione della manna, sostanza zuccherina che si ricava praticando tagli poco profondi nella corteccia e che all’aria si rapprende.

La manna viene utilizzata nell’industria dolciaria ed anche come blando lassativo.

Il legno ha caratteristiche simili a quelle del frassino maggiore e viene usato per le stesse destinazioni, ma per le ridotte dimensioni è meno pregiato.

In Italia è praticamente presente su tutto il territorio ed è diffuso soprattutto nella fascia dei querceti caducifogli supramediterranei: per questo è tra le più diffuse caducifoglie italiane.

Le foglie dell’orniello sono imparipennate e possono misurare dai 15 ai 25 centimetri. La fioritura si sviluppa insieme alle foglie intorno ad aprile e maggio.

L’orniello è un albero che può vivere sia nei boschi freschi su terreno relativamente umido, che nelle boscaglie xerofile su terreno arido.

Come Pulire Filtro della Lavatrice

In casa ci sono sempre mille cose da fare e, a complicare la nostra giornata, possono presentarsi sempre degli imprevisti. Vi è mai capitato di ritrovare il pavimento attorno alla lavatrice ricoperto d’acqua? Se il problema di questo allagamento è il filtro la mia guida vi aiuterà a evitare che succeda una seconda volta.

Quando si utilizza la lavatrice, può capitare di dimenticare nelle tasche dei pantaloni fazzolettini di carta o monetine. Ciò che non riesce a defluire con l’acqua, resta nel filtro, che appunto serve ad evitare che oggetti indesiderati vadano ad ostruire le tubature. Ma se non si pulisce il filtro da questi residui, questo si intasa e l’acqua di scarico si riversa sul pavimento.

Risulta essere una buona abitudine pulire il filtro, anche se non dopo tutti i lavaggi. Il filtro della lavatrice si trova nella parte bassa frontale dell’elettrodomestico; di solito è nascosto da uno sportellino che si apre facilmente. Proprio per questo, la rimozione del filtro è bloccata da una vite di sicurezza che evita ai nostri bambini di aprire il filtro e allagare casa.

Per la pulizia del filtro devi procurarti un cacciavite, facendo attenzione che la punta coincida con la filettatura della vite, ossia che sia a taglio o a stella. Fatto ciò, svita la vite fino a liberare il movimento del filtro. Svita a sua volta quest’ultimo e estrailo completamente. Prima di aprire il filtro, abbi l’accortezza di stendere un panno assorbente sotto la lavatrice, perchè uscirà sicuramente dell’acqua. Una volta estratto il filtro elimina tutti i residui e riposizionalo. Avvita bene e stringi bene la vite, chiudi la sportello e inizia le operazioni.

Per una manutenzione completa, consigliamo anche di vedere questa guida su come pulire la lavatrice pubblicata su questo sito in cui sono presenti alcuni suggerimenti interessanti.

Come Lavare con la Lavatrice

Quando si effettuano lavaggi usando la lavatrice capita di avere qualche brutta sorpresa, tipo: panni stropicciati oppure macchiati da qualche capo più scuro e altro ancora. In questa guida troverai tutte le indicazioni per poter lavare i panni in lavatrice senza nessun rischio.

Prima di inserire le camicie nel cestello passa colli e polsini con il sapone da bucato asciutto o con l’apposita pasta o spray che toglie lo sporco, senza esagerare visto che corrode i tessuti. Fai lo stesso con le macchie più evidenti su ogni capo. Metti i capi delicati in una federa o in un sacchetto di tela bianca prima di lavarli in lavatrice in modo che non si strappino.

Per fare entrare nel cestello la biancheria molto voluminosa come copriletti, tende, coperte e per non farla stropicciare piegala accuratamente prima di inserirla nella macchina. A lavaggio finito non lasciare i panni a lungo nella lavatrice per non ritrovarli troppo stropicciati. Per i tessuti sintetici aggiungi al detersivo due cucchiai di bicarbonato.

In questo modo li manterrai morbidi e renderai i colori maggiormente brillanti. Se devi lavare degli indumenti molto sporchi di terra prima ti conviene sciacquarli in acqua fredda nella vasca da bagno o in una bacinella e poi introducili nella macchina per il normale lavaggio, meglio se preceduto da un prelavaggio.

Lavare con la lavatrice è quindi molto semplice.

Cavolo – Tipi da Conoscere

Il termine cavolo deriva dal greco Kaulòs, che significa gambo, stelo. In realtà con questo termine ci riferiamo a molte specie orticole di cui si usano l’infiorescenza, le foglie, le gemme ascellari o il fusto, proprio a seconda della parte usata è bene distinguere:

fiore  – cavolfiore; cavolo broccolo

foglie a testa (quindi foglie molto compatte) – cavolo verza, cavolo cappuccio bianco o rosso

foglie a gemme ascellari – cavolino di Bruxelles, un minicavolo cappuccio

foglie – cavolo nero più o meno lanciniato, cavolo cinese (che somiglia alla cicoria)

fusto ingrossato – cavolo rapa (poco usato in Italia ma molto esportato all’estero)


Secondo gli ultimi dati dell’ISMEA, in Italia sono state acquistate per i consumi domestici circa 59 mila tonnellate di cavolfiori freschi, 54 mila tonnellate di cavolo brocco e 26 mila tonnellate di cavolo versa. Sempre parlando per cifre, tutti i cavoli consumati nel complesso corrispondono a circa l’8-9% del totale di ortaggi freschi per una spesa di circa 152 milioni di euro. Il 53% degli italiani consuma cavolfiori, il 44% i broccoli e il 32 % il cavolo verza.

Dopo questa carrellata di numeri, è bene parlare della coltivazione dei cavoli. Sui cavolfiori è necessario dire subito che l’infiorescenza deve essere protetta dai raggi diretti del sole, quindi fate attenzione alle zone o rischiate di macchiarli. Vi sono delle varietà che dal trapianto alla maturazione impiegano 60-70 giorni circa fino a quelli che impiegano anche 200 giorni. Da fine settembre fino a tutto marzo potete comprare i cavolfiori freschi, poi con il caldo è meglio evitare. Per maggiori dettagli è possibile leggere questa guida sulla coltivazione dei cavolfiori pubblicata su Coltivazione.net.

Lo trovate in vendita al mercato coronato o defogliato. Se decidete di farvi un piccolo orticello personale non fate l’errore di una densità eccessiva di cavoli perché crescono piccoli e non vi daranno soddisfazioni.

Infine, bisogna fare un accenno al cavolfiore violetto e al broccolo nero, tipici della Sicilia che hanno un potere antiossidante superiore alle varietà classiche.