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Quando Raccogliere le Patate

Se hai un orto, ma come me, sei ancora alle prime armi e non conosci ancora tutti i trucchi del mestiere ti dò alcuni consigli su come riconoscere il momento giusto per raccogliere le patate. Inoltre con questa guida saprai riconoscere e scegliere le patate migliori anche quando andrai a comprarle al mercato.

Il momento giusto per raccogliere le patate è a partire da settembre ma per sapere se le patate del tuo orto sono mature abbastanza per lasciare il terreno segui questi piccoli consigli: se hai notato che la pianta in superficie si è ingiallita in modo naturale (non a causa di una particolare siccità) procedi in questo modo applica una leggera trazione della pianta e se noti che viene via dal terreno facilmente senza portare con se i bulbi o le radici allora è pronta per essere raccolta.

Con l’aiuto di una forca a denti larghi procedi a dissotterrare i bulbi affondandola nel terreno in modo diagonale rispetto alla pianta e abbassando il manico in modo da sollevare una buona porzione di zolla ancora integra ricca di patate. Ricordato che la terra in cui devi operare deve essere asciutta per cui due settimane prima di procedere al raccolto non annaffiare più ed evita di agire se nell’ultima settimana ha piovuto. In questo modo le patate si puliranno più facilmente.

Una volte dissotterrate lascia le patate a asciugare al sole disponendole in fila in modo da non sovrapporle. Il tempo di esposizione varia a seconda del grado di umidità del terreno in ogni caso si può andare da un minimo di un’ora ad un massimo di mezza giornata. Procedi a dividere le patate eliminando quelle che risulteranno ammuffite, ammalate, deformate o rinverdite perchè non sono buone da mangiare.

Come Riconoscere il Letame Maturo

Molti animali quali, ad esempio, le pecore, i cavalli, le mucche, le galline, i maiali, le capre e persino i conigli sono grandi alleati della natura e del bio. Dai loro escrementi ricaviamo una sostanza organica, atta a fornire alle radici delle piante una riserva importante di nutrimento di base, molto ricca di azoto, fosforo e potassio. Il letame animale è chiamato, a ben ragione, l’oro dei giardinieri.

Dando uno scorcio a quanto detto in precedenza è facile capire che di letame ne esistono vari tipi, a ragione degli escrementi di ogni animale. Il migliore è indubbiamente lo sterco equino che, purtroppo, è abbastanza costoso e difficile da trovare. Comunque anche gli altri presentano qualità sufficienti a garantirci produzioni orticole abbondanti. L’importanza sta nella maturazione, ossia nell’invecchiamento di qualsivoglia tipo di escremento. Se disponi di una piccola concimaia o di uno spiazzo e vorresti preparare il letame, dovresti tenerlo lontano dal sole e dal vento, oltre che dalle abitazioni per evitarne gli sgradevoli odori. Non potresti usarlo prima di tre mesi d’invecchiamento, perchè il letame “poco stagionato” brucia le piante, ottenendo risultati ed effetti nettamente negativi sulle piante.

Determinare i tempi di maturazione di un letame è alquanto problematico. Ogni escremento animale presenta un grado di maturazione diverso: i bovini da 1 anno a 2, i cavalli da 3 mesi in poi ecc…In media una discreta e minima maturazione ha bisogno di un periodo che va da tre mesi a 6 mesi. All’atto della compera del letame non ti sarà difficile riconoscerne la buona maturazione. Osserva attentamente sia il colore che deve essere molto scuro (addirittura nero) e sia l’omogeneità della massa, che non deve presentare distinzione tra escrementi e paglia, ma essere uniforme ed untuosa al tatto senza la sgradevole puzza, caratterizzante il letame fresco. L’odore dovrebbe avvicinarsi ad un odore “neutro”.

Sappi che, quando il letame è in maturazione, dal cumulo, a mo’ di fumo, esce del vapore. Sono i vapori sprigionati dalla sostanza organica in decomposizione. In più, se provi a toccarlo, avverti benissimo che è caldo perchè, come ben saprai, qualsiasi fermentazione riscalda la sostanza ed emana calore. Quindi, per capire se i processi fermentativi siano finiti, e conseguentemente se il letame sia giunto a ottima maturazione, ti basterà toccare un po’ di esso e sentire se è caldo o è a temperatura ambiente. Comunque la valutazione più semplice, ti potrà derivare da una particolare prova. Prendi un po’ di letame, mettilo in un recipiente con acqua e osservane la reazione. Deve comportarsi come un normale terriccio, oltremodo senza alcun odore di sterco o scomposizione della massa.

Come Riconoscere il Nespolo

La nespola è un frutto particolare che può piacere o non piacere, ma in realtà molti non sanno neanche come sia fatto e non sanno nemmeno come sia fatta la pianta che la produce. Nei prossimi step troverete tutte le informazioni necessarie per riconoscere questa particolare pianta da frutto.

Molte persone non conoscono ancora questa pianta dato che, il suo frutto, commercialmente non è uno dei più richiesti. Il suo nome scientifico è Eriobotrya japonica e tale pianta è stata importata nel nostro paese e in Europa in età molto antica dato che si tratta di un vegetale originario della zona Cina – Giappone.

Si tratta di un albero di medie dimensioni in quanto un esemplare abbastanza adulto può raggiungere gli 8 metri di altezza. E’ un albero del tipo sempreverde e le foglie sono molto particolari in quanto sono molto large e meno lunghe a differenza di alberi tipici delle nostre zone e sono di un verde lucido sulla parte superiore e un bianco panna con piccoli vacilli pelosi nella parte sottostante.

a nespola, ovvero il frutto, è di un colore giallo-arancione e la forma è molto somigliante ad una via di mezzo tra una prugna e una pera rovesciata. Il frutto è molto dolce e il nocciolo all’interno può essere utilizzato sia come seme per piantagione sia per produrre liquori tipici e molto ricercati quali il nocino o il nespolino.

Come Seminare il Prato

Supponiamo che il giardino sia già stato completamente progettato e cioè sia stato deciso dove andranno piantati gli alberi, dove verranno create le aiuole, dove saranno i camminamenti e dove sorgeranno pergole, gazebi o altre strutture.
A questo punto, prima di impiantare il prato, si dovrà realizzare tutto il resto. Il prato, infatti è l’ultimo degli elementi del giardino che dovrà essere realizzato.

La preparazione del terreno
Se il terreno da destinare al prato è quello circostante ad un edificio di nuova costruzione o che ha appena subito interventi di ristrutturazione, è probabile che la terra, se riportata, sia di scarsa qualità oltre ad essere zeppa di detriti come pietre e frammenti di laterizi. In questo caso è consigliabile lavorare molto profondamente il terreno ed eventualmente asportare uno strato di terra di circa 20 centimetri che andrà rimpiazzato con terriccio da giardino.
Nel caso questa operazione non fosse necessaria, è comunque indispensabile pulire il terreno eliminando erbacce, sassi ed eventuali radici.
Successivamente si dovrà zappare finemente il terreno con un motocoltivatore. Durante questa operazione, emergeranno nuovi sassi e nuove radici che andranno rimosse.
Nel caso non si disponga di un motocoltivatore e non si voglia affrontare la spesa, è possibile noleggiarli presso i bricocenter o presso alcuni venditori di attrezzature da giardino.
Il prato trova le condizioni di sviluppo più favorevoli quando il terreno ha un pH 6-7 ed è ricco di sostanza organica. Nel caso il terreno abbia un pH molto diverso o sia particolarmente povero di sostanza organica, sarà necessario aggiungere correttivi ed ammendanti che andranno incorporati nel terreno proprio durante le operazioni di zappatura-fresatura. In ogni caso, bisogna incorporare nel terreno sostanze fertilizzanti che serviranno al prato nei suoi primi giorni di vita.
A questo punto andranno posizionati i componenti dell’impianto di irrigazione. Prima di passare alla semina è necessario livellare accuratamente il terreno evitando di creare buche che potrebbero portare a ristagni di acqua e successivamente rullare il terreno. Anche il rullo compattatore, non essendo propriamente un attrezzo di uso quotidiano è possibile trovarlo a noleggio nei brico o nei negozi di attrezzature per giardino.

La semina del prato
Solitamente, le semenze da prato vengono vendute sotto forma di miscugli che contengono diverse specie di graminacee. Questo per favorire l’adattabilità del prato alle varie situazioni in cui dovrà crescere.
La scelta del miscuglio andrà fatta principalmente in funzione della posizione (sole o ombra), del tipo di clima e del tipo di terreno.
L’operazione di semina vera e propria è la fase che presenta le maggiori difficolta. Può essere eseguita si a mano che con una seminatrice. Nel primo caso sono richieste attenzione ed esperienza, nel secondo caso è indispensabile una buona seminatrice. Una seminatrice di scarsa qualità provocherà solo arrabbiature ed il risultato sarà peggiore di quello ottenibile con una pessima semina manuale. Nel caso la semina venga effettuata a mano, è consigliabile mescolare alla semente una certa quantità di sabbia (almeno la metà). In entrambi i casi si dovranno eseguire due passate incrociate. La quantità di semi da utilizzare è indicata sulle confezioni. È possibile aumentare leggermente le dosi per ottenere un prato più folto e rendere più difficoltosa la propagazione delle erbe infestanti.
Successivamente bisogna interrare leggermente i semi passando delicatamente con un rastrello o, ancora meglio, distribuendo un leggero strato di terriccio sopra al terreno appena seminato. A questo punto occorrerà innaffiare delicatamente per mantenere umido il terreno fino a quando tutti i semi saranno germinati. Occorre fare attenzione a non innaffiare in modo troppo violento per evitare che i semi possano spostarsi o addirittura essere trascinati via. Volendo, per evitare che gli uccelli possano mangiare i semi, è possibile coprire il terreno con un telo di “tessuto non tessuto” che proteggerà anche i semi nei primi giorni in caso di pioggia forte ed aiuterà a mantenere umido il terreno. Bisogna però fare attenzione e rimuovere il telo non appena saranno spuntati i primi fili d’erba per evitare che questi si possano infilare nella trama del tessuto rischiando di venire strappati quando si toglierà (tardivamente) il telo.

Durante le sue prime settimane di vita, il nuovo prato andrà trattato con molta attenzione. Prima di ogni altra cosa, evitate di calpestarlo.
Quando l’erba avrà raggiunto un’altezza tra i 5 ed i 10 centimetri, prima di effettuare la prima falciatura, può essere conveniente passare il rullo per compattare il terreno attorno alle radici. Se si è passato il rullo, effettuare prima la falciatura un paio di giorni dopo la rullatura per consenire ai fili d’erba di raddrizzarsi.
Il pericolo, durante le prime tosature del prato è che le piantine di erba non avendo ancora le radici ben sviluppate possano essere estirpate. Per minimizzare questo rischio è bene che il tosaerba abbia le lame ben affilate.
Se, durante le prime settimane, si dovesse notare la presenza di erbe infestanti, l’unica possibilità è quella di toglierle manulamente. Per poter usare diserbanti selettivi, bisognerà aspettare ancora un po’.
Dopo quattro o cinque settimane dalla semina sarà possibile verificare l’uniformità del nuovo prato. Se fossero presenti zone più diradate, è possibile riseminare localmente.

Come Fare una Potatura Perfetta

Apprezzate la natura e proprio per questo avete un giardino o anche un balcone o un terrazzo colmo di piante? Allora se la vostra risposta è si, saprete sicuramente che vanno potate periodicamente. Se volete imparare ad effettuare una buona potatura senza chiamare un giardiniere, seguite questa guida e non vi deluderà.

Per iniziare, occorre sapere le principali caratteristiche della pianta a cui si dovrà effettuare la potatura. Importante sapere poi che le piante giovani non vanno potate in alcun modo prima di aver compiuto un anno. Infatti la potatura serve a mantenere e stimolare la crescita e la fioritura della pianta stessa.

Dopo avere capito lo scopo della potatura, dovete andare in un negozio di bricolage o anche in un vivaio o in un ferramenta se preferite, e acquistate un paio di cesoie se non ne siete già muniti. Fatto ciò, andate ad osservare la pianta da potare: dovete intervenire, tagliando in prossimità della gemma. Il taglio deve essere fatto per obliquo e deve essere parallelo a quest’ultima.

Se invece di una gemma ne abbiamo due ma opposte, occorre procedere tagliando per orizzontale. Infine è importante essere a conoscenza del fatto che le piante che fioriscono in estate, vanno potate a fine inverno; mentre quelle che hanno la fioritura in primavera, vanno potate quando si nota che i fiori sono appassiti.