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Come Progettare un Giardino

Quando si progetta il giardino è importantissimo anche lo stile che questo dovrà avere alla fine. L’espressione della natura nel suo complesso ha quindi la prevalenza sul gioco di colori e di forme dei vegetali presenti. Cercare di armonizzare il più possibile il giardino con il paesaggio che lo circonda diventa fondamentale, anche se l’operazione non è affatto semplice.

Anche la fisionomia del terreno non è da sottovalutare: se non è piano, si adatta più a un giardino di diletto, mentre uno in pendenza ripida si presta meglio ad una sistemazione ocn pietrame, adatto alla flora alpina.

Se nel terreno ci sono delle concavità, inoltre, esse possono essere sfruttate per aggiungere un piccolo stagno al nostro spazio verde. L’acqua renderà il tutto ancora più magico, non solo per via dei vegetali che specchiandosi risalteranno di più, ma anche perché costituisce un elemento dinamico poco consueto.

Pensare ad un giardino senza acqua è escluso, perché serve per innaffiare le piante, ma se invece la si utilizzasse a scopo ornamentale? Non è inusuale creare bacini per diletto o recipienti per l’uccelli. La raccomandazione è quella di attrezzare il bacino per resistere ai rigori invernali. Un bacino naturale senza un fondo non consolidato, non è conveniente perché il livello dell’acqua può abbassarsi e il bacino diventare secco.

Come Coltivare la Pratolina

La Bellis perennis è nota anche come margheritina dei prati o pratolina. Si tratta di una pianta perenne che fiorisce da marzo a maggio, ma che per tutto l’anno rimane di bell’aspetto per via delle margheritine bianche spontanee che restano quasi sempre in fiore.

Da alcuni sono considerate piante infestanti, ma se questa è una verità da una parte, dall’altra non si può fare a meno di pensare che tra le infestanti, la margheritina dei prati è sicuramente una delle più piacevoli, rendendo i prati molto più colorati.

I capolini bianchi con disco centrale giallo restano aperti solo di giorno e con il sole, la fioritura vera e propria vede anche i capolini rosa e rossi. E’ una pianta ottima per aiuole, bordure e naturalmente prati fioriti. Vi consiglio di distanziare uan pianta dall’altra di almeno 30 centimetri, così da non ammassare fiori.

Questi colorati cespigli raggiungono circa i 15 centimetri di altezza e sopportano con tranquillità qualsiasi tipo di clima e di terreno. Conviene seminare da luglio a settembre in semenzaio per poi trapiantare in autunno o a fine inverno.

Tutto sommato è una pianticella facilissima da coltivare che con poca fatica crescerà senza problemi.

Come Coltivare il Pino Cembro

Il pino cembro è una conifera di montagna appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Conosciuto anche come cirmolo o cembro, questo pino cresce fino al limite della vegetazione arborea sulle montagne europee. Fino ai 2300 metri cresce anche in forma spontanea formando delle pinete molto gradevoli da un punto di vista ornamentale.

Associato al pino montano, al larice o all’abete rosso (tutte piante di cui vi abbiamo già parlato nel blog), il cirmolo cresce lentamente ma è una pianta molto longeva. L’altezza media delle piante è di metri, ma nelle condizioni ottimali la chioma può raggiungere anche i 20 metri di altezza. Il pino cembro si differenzia dagli altri pini perché gli aghi delle foglie non sono riunite a due a due, ma in fasce da 5. Le pigne sono grosse e le pigne sono commestibili e molto ricercate dai grossi uccelli e dagli animali del bosco.

Il pino cembro non ha alcuna necessità in fatto di terreno purché il clima sia freddo o temperato freddo.

Meglio se abitate in una zona montana con inverni molto rigidi e forti nevicate se volete coltivarla. Il cirmolo propaga sostanzialmente per seme, am si può praticare l’innesto per moltiplicare delle varietà interessanti come quella Pyramidalis, la nana o la Compacta Glauca.

Piante da Lasciare all’Aperto

Le piante che costituiscono gli spazi verdi sono piante particolari, con insoliti periodi di fioritura e fogliame molto decorativo, oltre che a boccioli dai colori vivi; provengono solitamente dalle zone tropicali, o dall’Africa del sud, o dall’Australia.

Sono piante che prima di essere poste in commercio restano in vivaio per alcuni anni; in questo modo sarà possibile studiare quale è il loro comportamento in rapporto al clima europeo. Molte di queste piante possono essere ospitate nei nostri giardini, senza la necessità di essere poste in serra fredda; altre, al contrario, necessitano di un riparo per i mesi più freddi.

Le piante che vivono nei nostri giardini, di solito, provengono da aree geografiche con climi simili al nostro: e cioè dove ad una stagione calda e asciutta segue una umida e fredda. Quello che cambia è che in molte zone la stagione invernale è molto asciutta, mentre in Europa se le temperature non scendono il clima invernale è piuttosto umido. Occorre quindi evitare che le piante di origine esotica che si trovano nei nostri giardini, trascorrano la stagione fredda in un luogo asciutto, al riparo di uno strato di film plastico che impedisce alla pioggia di raggiungere il terreno.

Tra queste piante molte provengono dall’Australia: le mimose e gli eucalipti sono coltivati da molti anni in Italia, e provengono da quelle zone dell’Australia dove le temperature minime invernali sono di alcuni gradi inferiori allo zero, mentre in estate il clima è caldo. Questi tutte queste piante possono essere accudite in una qualsiasi area geografica del nostro Paese, senza doversi preoccupare del clima.

Ma nelle zone settentrionali è necessario coprire la chioma degli arbusti durante le giornate più fredde, quando il termometro segna temperature ben al di sotto degli zero gradi. Dall’Africa arrivano invece alcune essenze, e un tipico esempio sono i gerani: arbusti che non temono il freddo, ma che vengono danneggiati da gelate intense notturne. Durante l’inverno i gerani vanni in riposo vegetativo e non occorre somministrare acqua.

Coltivare il Caprifoglio del Giappone

Il caprifoglio del Giappone è una delle piante rampicanti col miglior valore ornamentale per via dei fiori prima bianchi e poi giallicci a foglie parzialmente persistenti. Si tratta di un arbusto vigoroso, rustico e molto frugale, tanto da non avere esigenze specifiche in fatto di clima e terreno, purché profondo.

La lonicera japonica, pur essendo forse la più interessante, non è la sola specie da tenere in considerazione per le nostre reti di recinsione, colonne o pergolati. Ecco una panoramica generale delle altre specie arbustive appartenenti al genere Lonicera:

Lonicera fragrantissima – si tratta di un cespuglio rustico che fiorisce durante la stagione invernale.

Lonicera sempervirens – conosciuto anche come caprifoglio della Virginia, è una piata a foglie persistenti con dei fiori rossi davvero molto gradevoli.

Lonicera caprifolium – è la specie più conosciuta tra le Lonicerae spontanee, E’ conosciuta anche come caprifoglio comune o madreselva, e si caratterizza pe ri fiori bianco crema assai odorosi.

Trattandosi di piante dalla fioritura abbondante capace di attorcigliarsi formando dei grovigli impenetrabili con il minimo sforzo, tutte le specie qui sopra citate sono consigliate.

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