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Come Aprire un Orologio

Aprire un orologio sembra una di quelle cose “da cinque minuti”. Finché non ti ritrovi con il fondello che non si muove, un graffio che spunta dal nulla e la sensazione di aver appena perso l’impermeabilità per sempre. Succede spesso: vuoi cambiare la batteria, dare un’occhiata al movimento, rimuovere un granello di polvere sotto il vetro, oppure semplicemente capire che tipo di fondello hai. E lì capisci che non tutti gli orologi si aprono allo stesso modo, e che l’approccio “faccio leva con un coltello” è il più rapido per trasformare un piccolo intervento in una spesa.

Questa guida ti accompagna passo passo per capire come aprire un orologio in modo corretto e prudente, distinguendo i principali tipi di fondello e spiegando cosa fare prima, durante e dopo l’apertura. Il tono è pratico, perché l’obiettivo è risolvere un problema concreto. Però ti dico anche una verità semplice: se l’orologio è costoso, se è dichiarato impermeabile, o se ha un valore affettivo che non vuoi mettere a rischio, spesso la scelta più intelligente è fermarsi al punto giusto e passare la mano a un orologiaio. Non è una resa, è gestione del rischio.

Indice

  • 1 Prima di iniziare: capire cosa stai davvero per fare
  • 2 Riconoscere il tipo di fondello: la parte più importante
  • 3 Preparare l’area di lavoro: la differenza tra un lavoro pulito e un disastro
  • 4 Come aprire un fondello a pressione senza rovinare la cassa
  • 5 Come aprire un fondello a vite: controllo, grip e pazienza
  • 6 Come aprire un fondello con viti: il dettaglio che evita viti spanate
  • 7 Cosa succede dentro: batteria, guarnizione e attenzione alla polvere
  • 8 Richiudere l’orologio: la fase che decide se hai fatto un buon lavoro
  • 9 Impermeabilità: il punto che molti scoprono quando è troppo tardi
  • 10 Quando fermarsi e andare dall’orologiaio: non è una sconfitta, è strategia
  • 11 Conclusioni

Prima di iniziare: capire cosa stai davvero per fare

Aprire un orologio significa accedere alla cassa, cioè alla “scatola” che protegge il movimento. Dentro può esserci un movimento al quarzo con batteria, oppure un movimento meccanico più delicato. In entrambi i casi, l’interno dell’orologio non ama due cose: polvere e improvvisazione.

La prima domanda che devi farti è: perché lo sto aprendo? Se vuoi cambiare la batteria, l’obiettivo è aprire, intervenire e richiudere senza contaminare e senza rovinare la guarnizione. Se vuoi solo curiosare, magari perché hai visto un video e ti è venuta voglia, sappi che il rischio di fare danni “inutili” è alto. Non lo dico per scoraggiarti, ma perché la differenza tra un’apertura riuscita e una cassa segnata è spesso questione di dettagli.

La seconda domanda è: che tipo di fondello ho? È qui che si vince o si perde. Perché ogni fondello ha un suo modo di aprirsi e, se lo attacchi con lo strumento sbagliato, di solito non si apre comunque. Si graffia, si piega, o ti scappa la mano.

Riconoscere il tipo di fondello: la parte più importante

In generale, i fondelli più comuni sono tre: a pressione, a vite con tacche, e fissati con viti. Poi esistono varianti, ma già questa distinzione ti toglie metà dei problemi.

Il fondello a pressione di solito ha una piccola scanalatura sul bordo, come un invito a fare leva. È il classico fondello che “scatta” quando lo sollevi. Lo trovi spesso su orologi al quarzo di fascia media e su molti modelli fashion. È quello che inganna di più, perché la scanalatura fa pensare che basti un oggetto sottile per aprire. Sì, si apre facendo leva, ma se usi qualcosa di troppo spesso o affilato nel modo sbagliato, la cassa si segna e il fondello si deforma.

Il fondello a vite ha delle tacche o delle scanalature distribuite sul bordo. Di solito non ha la fessura per fare leva. Qui non devi alzare il fondello: devi svitarlo. È un meccanismo che aiuta la tenuta, spesso associato a orologi resistenti all’acqua. Se provi a fare leva su un fondello a vite, spesso non ottieni nulla e in compenso rovini le tacche.

Il fondello con viti si riconosce perché vedi piccole viti vere e proprie sul retro. In quel caso l’apertura è “pulita” dal punto di vista del gesto, ma richiede cacciaviti adatti. Se usi un cacciavite troppo grande o consumato, rischi di spanare la testa delle viti, e lì sì che inizi a sudare.

Un indizio utile, anche se non infallibile, è la scritta sul retro. Se leggi riferimenti a impermeabilità importanti, o se l’orologio è dichiarato “diver” o comunque molto water resistant, è più probabile che abbia un fondello a vite e guarnizioni che vanno trattate con rispetto. Questo non significa che non puoi aprirlo, significa che devi considerare l’effetto collaterale principale: dopo l’apertura, l’impermeabilità non è più “garantita” finché non controlli la guarnizione e non richiudi correttamente.

Preparare l’area di lavoro: la differenza tra un lavoro pulito e un disastro

L’orologio è piccolo, ma i problemi che puoi creare sono grandi. Una buona preparazione è metà del risultato.

Lavora su una superficie stabile, ben illuminata, e possibilmente sopra un panno morbido o un tappetino. Se ti cade l’orologio, il panno riduce danni e rimbalzi. Inoltre evita graffi sul vetro quando lo appoggi. Tieniti lontano da tavoli pieni di briciole, polvere o limatura metallica: basta poco per far entrare sporco nella cassa.

Pulisci l’esterno dell’orologio prima di aprirlo. È un passaggio che molti saltano, e poi si ritrovano polvere e granelli che cadono dentro appena il fondello si solleva. Una passata con un panno morbido e asciutto fa già molto. Se l’orologio è sporco attorno al fondello, quella sporcizia è esattamente ciò che non vuoi far entrare.

Poi considera una cosa pratica: se l’orologio ha un cinturino rigido o un bracciale che ti impedisce di tenerlo bene, lavorare diventa più difficile. Non è obbligatorio rimuoverlo, ma spesso aiuta. Se non sai come si toglie senza segnare le anse, puoi semplicemente sistemarlo in modo che non faccia leva e non scivoli.

Come aprire un fondello a pressione senza rovinare la cassa

Il fondello a pressione si apre con una leva controllata nel punto giusto. Il “punto giusto” è la piccola fessura sul bordo, quella tacca che sembra fatta apposta. L’errore classico è infilare la lama troppo in profondità o usare strumenti improvvisati che scappano.

Il modo più prudente è usare uno strumento adatto, una specie di coltellino da orologiaio con punta piatta. Se non ce l’hai, la tentazione di usare un coltello da cucina è fortissima. Capisco perché: è lì, è comodo, sembra simile. Però il coltello da cucina spesso è troppo spesso, troppo affilato e troppo lungo. Quando scappa, graffia. E non graffia “un pochino”: segna la cassa in modo evidente.

Quando inserisci la punta nella fessura, devi fare una leva breve e controllata, come se stessi aprendo un coperchio che deve “scattare”. Se fai una leva lunga e violenta, il fondello può piegarsi. Se senti che non cede, non insistere aumentando la forza a caso. A volte la fessura è solo un riferimento estetico o è troppo stretta per l’angolo che stai usando. Cambiare leggermente posizione e angolazione spesso funziona meglio che spingere di più.

Appena il fondello si solleva, non strapparlo via. Sollevalo lentamente e controlla se c’è una guarnizione. La guarnizione è un anello, spesso in gomma, che serve a sigillare. Se la sposti o la tagli, hai perso una parte importante della tenuta.

Come aprire un fondello a vite: controllo, grip e pazienza

Il fondello a vite non si apre “al centro”, si apre ruotando sul bordo. Qui la parola chiave è grip, cioè presa. Se hai lo strumento giusto, un apricasse regolabile o una chiave per fondelli, lavori in modo pulito. Se non lo hai, spesso la gente tenta con pinze o cacciaviti infilati nelle tacche. Risultato tipico: tacche rovinate, fondello segnato, scivolate poco simpatiche.

Se vuoi fare una prova non invasiva, puoi tentare con una pallina di gomma (tipo quelle da presa) o con un materiale ad alta aderenza, premendo e ruotando. Funziona su alcuni fondelli non troppo serrati. Non è un trucco magico, ma è una soluzione “gentile” che, se non va, di solito non lascia cicatrici.

Se invece il fondello è serrato bene, serve lo strumento adatto. La logica è semplice: due o tre punte si agganciano alle tacche e tu ruoti in modo uniforme. L’orologio deve restare fermo. Se gira tutto insieme, tu non stai svitando, stai solo facendo ginnastica al polso.

Durante l’apertura, mantieni la pressione verso il basso mentre ruoti. Questo riduce il rischio che le punte scappino. E appena senti che il fondello si è “rotto” dalla sua posizione serrata e inizia a girare più facilmente, rallenta. Gli ultimi giri li fai con la punta delle dita. È un gesto piccolo, ma evita di far saltare la guarnizione o di far cadere il fondello.

Come aprire un fondello con viti: il dettaglio che evita viti spanate

Se vedi viti sul fondello, la procedura sembra la più semplice: sviti e sollevi. In realtà qui il rischio è tutto nella scelta del cacciavite e nella pressione.

Devi usare un cacciavite della misura corretta, che si incastri bene nella testa della vite. Se balla, scivolerà. Se scivola, rovina la testa. E una vite con testa rovinata è una brutta storia, perché poi per toglierla servono soluzioni più invasive.

Quando sviti, tieni il cacciavite perfettamente perpendicolare e applica una pressione decisa ma controllata. Se senti che la vite non si muove, non iniziare a “grattare”: fermati e riprova con più aderenza. Alcuni fondelli hanno viti molto piccole e delicati filetti. La fretta qui è nemica.

Una volta rimosse le viti, appoggiale subito in un punto sicuro. Sono piccole e hanno una dote speciale: sparire. Se perdi una vite, non improvvisare sostituzioni con viti “simili”: lunghezza e passo contano, e rischi di rovinare la filettatura del fondello.

Cosa succede dentro: batteria, guarnizione e attenzione alla polvere

Quando apri la cassa, il primo istinto è avvicinare l’occhio e “toccare”. Resisti. Dentro ci sono componenti sensibili e spesso una guarnizione che garantisce la tenuta. La guarnizione può essere un anello sul fondello o una sede nella cassa. Se la sposti, rischi di pizzicarla quando richiudi. Se la pizzichi, la tagli. Se la tagli, l’acqua entra.

Se il tuo scopo è cambiare batteria, considera che non tutte le batterie sono accessibili con un gesto semplice. A volte c’è un fermo metallico o una linguetta. Forzare quel fermo senza sapere come funziona è un modo rapido per rompere un contatto. E un contatto rotto non si risolve con “rimetto la batteria”. Si risolve con riparazione.

Un problema molto comune è la polvere. La polvere non sempre si vede subito, ma poi la trovi sotto il vetro come un puntino che ti farà impazzire ogni volta che guardi l’ora. Se stai lavorando in un ambiente pulito, riduci questo rischio. Se lavori vicino a tessuti che rilasciano pelucchi o in un ambiente polveroso, lo aumenti.

Richiudere l’orologio: la fase che decide se hai fatto un buon lavoro

Molti si concentrano sull’apertura e poi richiudono “come viene”. In realtà, la chiusura è la fase più critica, soprattutto per l’impermeabilità.

Se il fondello è a pressione, devi riallinearlo perfettamente e premere in modo uniforme fino allo scatto. Non spingere su un lato solo, perché rischi di piegare il fondello o di pizzicare la guarnizione. Se non scatta, non aumentare la forza in modo brutale. A volte non è allineato, altre volte c’è la guarnizione fuori sede, altre volte il fondello non è quello che pensi. Riaprire e riposizionare con calma è meglio che “spaccare” qualcosa.

Se il fondello è a vite, avvitalo prima con le dita. Questo è importantissimo. Se inizi a serrare con lo strumento senza aver preso la filettatura correttamente, rischi di “filettare storto”, cioè danneggiare la filettatura. Quando prende bene, sentirai che gira fluido. Solo dopo usi lo strumento per il serraggio finale, senza esagerare. Troppo serraggio non significa più impermeabilità; spesso significa solo più difficoltà alla prossima apertura e più stress sulla guarnizione.

Se il fondello è con viti, stringi in modo uniforme. Non serve un’energia da palestra. Le viti devono essere ferme, non “strappate”. Se stringi troppo, rischi di rovinare la sede o la vite stessa.

Impermeabilità: il punto che molti scoprono quando è troppo tardi

Qui ci vuole chiarezza: aprire un orologio e richiuderlo non equivale automaticamente a mantenerlo impermeabile come prima. Anche se fai tutto bene, la guarnizione può essere secca, schiacciata o non più perfetta. E se l’orologio era progettato per resistere all’acqua, quella tenuta spesso va verificata con un test di pressione che normalmente fa un orologiaio.

È il motivo per cui tanti orologi “muoiono” dopo un cambio batteria fatto in casa: non tanto per la batteria, ma perché entra umidità. Magari non subito. Magari dopo una doccia, una giornata di mare, o una pioggia insistente. L’umidità entra, condensa, ossida. E poi iniziano i problemi: appannamento, malfunzionamenti, ruggine.

Quindi, se il tuo orologio è importante e vuoi continuare a usarlo in acqua, considera seriamente un controllo professionale della tenuta dopo l’apertura. Non è un consiglio da manuale, è un modo per evitare la classica frase: “Ma io l’ho chiuso bene”.

Quando fermarsi e andare dall’orologiaio: non è una sconfitta, è strategia

Ci sono casi in cui aprire un orologio in casa è ragionevole e casi in cui è una cattiva idea. Se l’orologio è economico, non impermeabile, e vuoi cambiare una batteria semplice, può essere un intervento gestibile con attenzione. Se invece hai un fondello a vite serrato, un orologio con valore elevato, un orologio vintage con componenti fragili o un modello con impermeabilità importante, il rischio sale molto.

Un segnale chiaro è questo: se stai usando più forza di quanta ti sembri “sensata” per un oggetto così piccolo, probabilmente stai entrando nella zona pericolosa. E in quella zona, l’orologiaio di solito risolve in pochi minuti con strumenti adeguati, senza segni e senza stress.

Conclusioni

Aprire un orologio non è complicato in sé, ma richiede metodo. Prima riconosci il tipo di fondello, poi prepari un’area di lavoro pulita, poi usi la tecnica corretta per quel fondello, e infine richiudi con attenzione alla guarnizione e all’allineamento. Se vuoi farlo senza rischi, la vera abilità non è “aprire”, è capire quando fermarsi e non forzare.

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