Come Proteggere la Propria Pelle sulla Neve

Finalmente è arrivato il momento della tua vacanza sulla neve e non sai cosa utilizzare per proteggere la pelle? Devi sapere che in montagna la pelle esposta al sole, al suo riverbero sulla neve ed al freddo, necessita di un’attenzione molto particolare.

In montagna i raggi solari acquistano una potenza elevata e l’aria è fredda, ciò può provocare scottature e disidratazione della pelle esposta a questi eventi. In particolare il viso, il contorno occhi, le labbra ed il naso. Attenta anche agli occhi: proteggili con delle buone lenti scure. Inizialmente la melanina non è ancora attiva.

Infatti occorre qualche giorno per essere attivata e dare la giusta protezione. Quindi, utilizza creme protettive con indici molto alti, tipo 50, ricche di fattori idratanti, nutrienti ed emollienti per contrastare la disidratazione. E’ preferibile acquistarle in farmacia o in erboristeria. Così ti potrai anche far consigliare in base al fototipo.

Utilizza la crema per il contorno occhi, lo stick per le labbra, la crema per il viso, applicandole una ventina di minuti prima dell’esposizione solare. A casa usa solo detergenti molto delicati e senza profumazione. Poi applica un buon doposole ricco di vitamine antiossidanti come le vitamine C ed E. Così contrasterai anche i radicali liberi.

Come Proteggere la Pelle delle Mani dal Freddo

In inverno tra gelo, vento e temperature polari, la pelle delle mani e del viso sono messi alla prova continuamente. Col freddo la pelle si screpola, si secca, si arrossa. L’unica cosa che possiamo fare è quella di cercare riparo nutrendo la nostra pelle. In questa guida alcuni suggerimenti.

Per prima cosa dovrai partire dall’alimentazione, curare l’organismo è sempre il rimedio migliore. Idratati con tantissima frutta e verdura cruda e bevi molta acqua. Cerca di assumere alimenti ricchi di vitamina A (carote, albicocche secche, uova). Questa prima fase infatti sarà preparatoria, servirà a dare maggiori effetti alla cura esterna.

Per quanto riguarda l’idratazione ‘esterna’ un ottimo aiuto lo avrai da creme nutrienti e idratanti, ma dovrai sceglierle con molta attenzione. Devi sapere infatti che le comuni creme corpo contengono in realtà molta acqua, motivo per cui gli inestetismi si limitano per poco tempo, ma il problema non viene risolto.

Se la tua pelle è tendenzialmente grassa il problema del freddo sarà minore, perché lo strato lipidico ti proteggerà maggiormente. Tra gli agenti che rovinano questa naturale barriera difensiva della pelle, ci sono i comuni saponi: meglio evitare lavaggi frequenti, e comunque optare per un prodotto in crema o a base oleosa, particolarmente delicato.

Nello scegliere una crema idratante e nutriente, prediligi quelle a base di avocado o burro di karité, le quali hanno la capacità di limitare l’ evaporazione dell’acqua, rafforzando lo strato lipidico. Un buon metodo per evitare la secchezza è mettere qualche goccia di olio essenziale nella vasca da bagno. Inoltre quando esci dalla vasca, non sfregare con l’asciugamano, ma tampona cosicchè gli oli rimarranno sulla pelle donandoti una fantastica sensazione di morbidezza.

Può capitare di avere la pelle screpolata, spenta e squamata, per risolvere questo fastidioso effetto utilizza lo scrub. Importante che tu lo scelga molto leggero se la tua pelle è irritata, e non fallo più di una volta la settimana sul viso. E per le mani fai degli impacchi nutrienti, avrai cosi’ un tocco finale al tuo trattamento anti freddo.

Come Individuare una Sinestesia

La sinestesia è una delle figure retoriche più diffuse e affascinanti, e la letteratura italiana ne è piena! Tanto piena che difficilmente, in una verifica, riuscirete a evitare di doverla cercare e individuare. Vediamo cosa sia e come si trovi la sinestesia.

Eccoti, per iniziare, la definizione di sinestesìa: la sinestesìa è una figura retorica che consiste nell’accostare due termini appartenenti a due sfere sensoriali differenti. Ossia, avrai una sinestesia ogni volta che troverai nel testo un’associazione di sostantivi o aggettivi che siano risultato di percezioni sensoriali dissimili.

Alcuni esempi ti permetteranno di comprendere in un istante cosa sia una sinestesia: – “l’urlo nero della madre” (S. Quasimodo, Alle Fronde dei Salici): in questo caso si ha l’accostamento del termine urlo (entità percepibile con l’udito) e nero (percepibile invece con la vista); sostantivo e aggettivo derivano da piani sensoriali dissimili. – “Venivano soffi di lampi” (G. Pascoli, L’assiuolo): mentre il lampo è l’esplosione luminosa percepibile con l’occhio, il soffio è una sensazione tanto uditiva quanto tattile in senso lato; comunque, mai visiva.

O ancora: – “L’odore di fragole rosse” (G. Pascoli, Il Gelsomino Notturno): questa è una delle sinestesie classiche, anche perché subito evidente. In questo caso è l’olfatto a essere accostato alla vista. – “L’odorino amaro” (G. Pascoli, Novembre): con l’accostamento di una sensazione prettamente gustativa, con una evidentemente olfattiva.

La sinestesìa è dunque semplice da individuare, e viene utilizzata molto spesso da taluni autori (si veda Pascoli, negli esempi). Potrai identificarla molto facilmente, in quanto la semplice lettura renderà evidente la sua presenza. Stai attento, però, a non confonderla con la similitudine (sarà similitudine in presenza di locuzioni avverbiali, vedi come) o con la metafora.

Come Individuare una Prosopopea

Spesso la prosopopea non viene individuata dagli studenti perché scambiata con un semplice stratagemma narrativo. Pochi sanno, invece, che questa particolare forma di discorso costituisce una vera e propria figura retorica: ti spiegheremo, in questa guida, a riconoscere e indicare in sede di verifica la prosopopea.

Per iniziare, ti forniamo la definizione di prosopopea: la prosopopéa è una figura retorica che si realizza nel momento in cui l’autore permette a un oggetto inanimato, o a un animale, di parlare nel testo come fosse una persona. Spesso comunque, soprattutto nella letteratura greco-latina, la prosopopea si realizza quando l’autore permette all’anima di un defunto di parlare nella storia.

Il concetto di prosopopea, insomma, non dovrebbe essere complicato. Ti mostriamo comunque qualche esempio per chiarirti ulteriormente la natura della prosopopea. – ” Non conviene – dice il Vento – ch’io comporti tanta licenzia che v’avete tolta” (L. Ariosto, Orlando Furioso): come vedi, l’autore permette a una cosa inanimata (il Vento) di intervenire nella narrazione con una “fase parlata”, con un discorso diretto.

O ancora: – “La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: “Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e come nube ho ricoperto la terra” (Siracide 24, 1-3): in questo caso è la Sapienza (altra cosa inanimata) a intervenire direttamente nel discorso.

Attraverso la prosopopea, l’autore raggiunge l’obiettivo di permettere alla stessa fonte di un concetto di parlare e spiegarlo al lettore, senza alcuna mediazione. Pensa al secondo esempio: se a pronunciare quella frase fosse stato, per avventura, un sapiente, l’effetto sarebbe stato ben diverso (meno marcato!) rispetto a quello ottenuto invece nell’esempio stesso, dove la stessa Sapienza declama il proprio pensiero.

Come si Gioca al Cerchio per Terra

Questo gioco può essere organizzato per fare giocare bambini non troppo piccoli o per ragazzi. Visto che il gioco consiste in spinte e travolgimenti, è consigliabile organizzare questo gioco sulle spiagge o sull’erba. Risulta essere comunque importante che ci si ricordi che si tratta di un gioco e non di una lotta.

Organizzate sulla sabbia o sull’erba, un cerchio di circa tre metri di diametro. Se i giocatori sono più di dieci, il cerchio potrà essere disegnato più grande. Scegliete un capo squadra e, al via, tutti cercheranno di spingere gli altri fuori dal cerchio e, nello stesso tempo, di resistere alle spinte degli avversari.

Chi mette un piede fuori dalla linea interna, dovrà uscire dal cerchio, ma può anche cercare di trascinare fuori uno dei compagni. Chi esce dal cerchio non potrà più rientrarvici, neppure con un piede, ma può sporgersi per cercare di afferrare chi si trova vicino alla linea, in modo da trascinarlo fuori.

Il capo gioco controllerà che tutto si svolga in modo regolare e che i giocatori “espulsi” non rientrino nel cerchio. Vince l’ultimo che rimane nel cerchio, naturalmente, è assolutamente vietato spingere troppo violentemente gli avversari, o colpirli in modo inadeguato e che possa provocare danni.