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Come Fare Esercizi di Acquagym

Ci vuole molta costanza per raggiungere determinati risultati, ma acquagym, esattamente come palestra, tonifica e rafforza la massa muscolare, ma risulta essere un allenamento certamente più piacevole e rilassante, dato che è in acqua e non si suda, oltre che i movimenti sono accompagnati da una gravità differente.

I primi esercizi di riscaldamento in acqua, sono semplici passi o balzi in avanti lungo tutto il bordo della piscina, da ripetere per 1-2 volte. Ripetere l’esercizio anche andando all’indietro e facendo un twist ovvero un movimento oscillante del bacino a destra e sinistra. Quest’ultimo è anche un’ottimo massaggio della schiena.

Proseguendo con l’allenamento in acqua, si potranno esercitare i muscoli dei bicipiti e tricipiti, anche con l’ausilio di pesi in materiale apposito per acquagym. Ad esempio, per i tricipiti (muscoli dietro al braccio sopra al gomito fino alla spalla), ci si immergerà in acqua fino al collo e poi, partendo a braccia tese in verticale con schiena leggermente in avanti, si effettueranno movimenti ad angolo retto estendendo le braccia all’indietro, ma facendo in modo di tenere sempre ferma la posizione del gomito (che fa da leva).

Stessa cosa per i bicipiti e spalle, che devono essere sempre sotto l’acqua e che dovranno anche loro sentire l’attrito dell’acqua stessa per poter far lavorare la massa muscolare. Anche l’allenamento delle gambe ha la sua importanza, soprattutto per coloro che possono avere dei problemi circolatori: aiutandosi con un tubo di materiale apposito per acquagym o con una tavoletta per nuoto, simulare movimenti come la bicicletta o la rana, mantenendo però la schiena in posizione verticale e restando come se fossimo in piedi in sostanza.

Come Eliminare i Peli Superflui

Qualsiasi trattamento decidiamo di adottare, per eliminare i peli superflui, nessuno sarà in grado di eliminarli, in un sola seduta definitivamente. Possiamo scegliere quale metodo adottare, secondo la disponibilità di tempo che avremo a disposizione, e secondo il nostro grado di sopportabilità del dolore.

Sicuramente, il metodo piu’ adottato da noi donne, per questione di velocità, è quello dell’uso della lametta. Agevolmente, possiamo depilare ogni zona del nostro corpo, cerchiamo pero’, proprio come farebbe un uomo, di ammorbidire, antecedentemente l’operazione depilatoria, le zone interessate, con una delle creme presenti in commercio, a basso costo, che addolciscono sia il pelo che la zona da trattare. E’ un metodo facile, e praticabile ovunque, ma ha l’incoveniente se praticato a lungo termine, di far irrobustire il pelo, il quale spesso tenderà ad incarnirsi nelle zone dove troverà il canale ostruito, recando infiammazione e dolore.

Rispetto alla rasatura, la depilazione a crema, ha come vantaggio, la ricrescita leggermente piu lenta. Bisogna pero’, prestare attenzione, ai tempi di posa, delle creme presenti in commercio, non raramente si sono riscontrati problemi di prurito ed eritema. Le zone piu’ indicate, per questo tipo di depilazione, sono l’inguine, le ascelle, il viso, che avrebbero bisogno di metodi piu’ dolci.

Il metodo piu’ efficace, ma allo stesso tempo molto piu’ doloroso, è sicuramente la ceretta. I tempi di ricresciuta sono molto piu’ lunghi rispetto a qualsiasi altro metodo, in genere i primi peli, tendono a farsi vedere dopo circa 20 o 30 giorni. Le zone interessate, subito dopo la depilazione, risultano, completamente prive di peli, lisce e compatte. Per chi soffre di vene varicose, o capillari, sono particolarmente indicate le cere a freddo, poichè l’elevata temperatura potrebbe causare scottature. Per chi ha un’alta sopportazione del dolore, l’utilizzo di una ceretta a caldo è sicuramente il piu’ efficace e sicuro. Il trattamento si può fare anche in casa, se si dispone di uno strumento come questi scaldacera segnalati su Nonsolotrucco.com, anche se richiede attenzione.

Come Cambiare la Cinghia di Distribuzione dell’Auto

La sostituzione della cinghia di distribuzione è un’operazione abbastanza a difficoltosa, che richiede la massima precisione, pulizia e attenzione per evitare di danneggiare il motore, causando ingenti danni. La sostituzione va effettuata a 70’ù000 km per questo tipo di veicolo.

Occorrente
Chiave 19
Cacciavite a croce
Compressore con pistola ad aria compressa
Bussole da 19 e da 13
Chiave 10 a T

Per chi vuole maggiori informazioni su questo componente, è possibile vedere questa guida sulla cinghia distribuzione su Manutenzioneauto.net. Vediamo invece come fare la sostituzione.

La prima operazione da fare è smontare la ruota anteriore destra: con la pistola collegata al compressore, applicando la bussola da 19 e svitare i quattro bulloni sulla ruota. Subito dietro la ruota, sul telaio del veicolo, c’è un carter di plastica, con tre viti, da rimuovere con il cacciavite a croce.

Prendere la pistola pneumatica e mettere la bussola da 13. Svitare le tre viti della puleggia esterna, attaccata all’albero motore, dove vi scorre la cinghia dei servizi, collegata all’alternatore. Iniziare a smontare poi il carter di plastica di protezione, della cinghia distribuzione: bisogna svitare quattro viti, con la chiave da 10 mm.

Una volta fatto ciò, mettiamo in fase il motore, operazione molto importante e fondamentale prima di rimuovere la vecchia cinghia di distribuzione, altrimenti la macchina non si accenderà. La messa in fase si esegue così: prendere una chiave da 17, accedere al bullone da 17, che è montato sulla puleggia superiore dell’abero a camme.

Sulla puleggia superiore c’è un segno piccolo, ma evidente, che deve corrispondere al segno sul motore. La stessa operazione si deve ripetere per la puleggia inferiore dell’albero motore. Un altro segno di fase si trova sul volano: per accedervi bisogna togliere un coperchietto di gomma sul cambio, dove facendovi luce, bisogna controllare se il segno sul volano corrisponde con quello sulla campana del cambio.

Solo dopo avere effettuato questa operazione si può procedere! Prendere una chiave da 13mm e, prima di allentare il dado del cuscinetto tendi cinghia con la mano, toccare la cinghia per controllare la tensione della stessa. A questo punto svitato il dado automaticamente il cuscinetto tenditore si allenterà e sfiliamo la cinghia.

Inserire la cinghia nuova, controllare che i segni di fase siamo sempre corrispondenti, utilizzare un cacciavite per dare la tensione adeguata al tenditore, posizionandolo da dietro, cosìcchè mettendolo a leva, la cinghia si tenderà automaticamente. Riavvitare il dado e procedere nel montaggio di tutte le parti smontate in precedenza, facendo particolare attenzione alla puleggia esterna, nella quale un segno particolare di invito sull’albero motore aiuta nell’inserimento.

Come Collezionare le Monete

Forse non tutti sanno che alcune monete dell’ euro,possono avere un discreto valore per i collezionisti.

Vediamo cosa da il valore a una moneta. Prima cosa è la tiratura,cioè il numero di volte che una moneta viene coniata. Secondo, lo stato di conservazione di una moneta, più è usurata meno valore avrà.

Al contrario di quello che comunemente si può pensare,l’antichità di una moneta,incide poco o niente sul suo valore.per esempio si possono trovare monete vecchie di 2000 anni che hanno un valore di pochi euro.
Ci sono invece,monete euro che valgono molto di più. Vediamo ora come riconoscerle.per distinguere una moneta, dobbiamo per prima cosa controllare l’anno in cui è stata coniata.

La seconda cosa da fare, è stabilire in quale paese è stata coniata. Tutte le monete euro hanno una faccia comune, uguale per tutti i paesi, e una faccia che contraddistingue dove è stata coniata.
Per esempio se abbiamo tra le mani una moneta da 5 centesimi di euro, avremo un lato dove troveremo la scritta 5 euro cent, dall’altro invece troveremo il disegno del Colosseo, questo significa che è italiana e la data in cui è stata coniata è 2003.
Nell’ipotesi descritta ci troveremo in possesso di una moneta dal valore di circa 15 euro, questo perchè anche se è una moneta molto recente, è stata coniata in meno di due milioni di esemplari, quindi trattasi di moneta rara.

Molto interessanti sono le monete 2 euro rare, visto che esistono diverse tipologie in circolazione, con valori anche piuttosto interessanti.

Ci sono inoltre,le monete del vecchio conio, 5, 10, 100 lire. Alcune di loro,hanno un valore di diverse centinaia di euro, se tenute in buono stato.

Come Preparare una Saldatrice Elettrica per l’Utilizzo

Il sistema di unione più impiegato nelle costruzioni in ferro consiste nel fondere lungo la giunzione le parti da unire, creando nel contempo un cordone di metallo d’apporto per mezzo della saldatrice elettrica ad arco. Con questa guida potrai imparare a preparare al lavoro questa macchina. Per quanto riguarda la scelta dello strumento più adatto alle proprie esigenze è invece possibile vedere questa guida sulla saldatrice su questo sito.

Per prima cosa, la pinza di massa dovrai fare in modo che afferri saldamente uno dei due elementi da saldare. Se il metallo è molto arrugginito, bisogna che tu pulisca accuratamente la zona di contatto. Ora, su metalli verniciati o unti, o rivestiti di materie plastiche, è necessario che tu porti la superficie a nudo per consentire il contatto con la pinza.

A questo punto, dovrai inserire l’elettrodo nalla pinza portaelettrodo premendo la leva che allarga le ganasce, esse ritorneranno in posizione grazie ad una molla. Una volta fatto, a seconda della posizione di saldatura, l’eletrodo lo potrai inserire con diverse angolazioni, grazie alle diverse scanalature presenti nella testa della pinza.

Una volta fatto, la corrente di saldatura, che determinala potenza dell’arco, dovrai regolarla ruotando un volantino posto sul frontale della saldatrice. Ora il valore della corrente di saldatura, è segnalato dalla posizione di un indice su una scala. L’intensità della corrente dovrai commisurarla al tipo di elettrodo che userai.

A questo punto, collega la saldatrice a una presa di corrente che sia opportunamente protetta da fusibili o da interruttore automatico di adeguata portata. Inoltre, per la saldatura, dovrai procurarti una maschera dotata di vetro inattinico per proteggere gli occhi dalla notevole luminosità dell’arco.

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