Come Idratare la Pelle Secca con le Erbe

Può capitare un pò a tutti di ritrovarsi con la cute poco idratata e facile agli arrossamenti. Dopo una certa età il problema è più frequente, perchè la cute diventa più fragile e il suo manto protettivo e meno ricco di quel grasso cutaneo che mantiene la pelle ben idratata e morbida. Si può migliorare lo stato di salute della cute troppo secca, con i rimedi alle erbe.

Interno – Per aiutare la pelle secca soprattutto se è asfittica da eczemi che la rendono sempre rossa e screpolata, puoi ricorrere anche a cure di fondo con i macerati glicerici: i più indicati sono quelli di platano e di cedro. Assumi 70 gocce del primo la mattina e 50 gocce del secondo la sera. Diluiscile in due dita di acqua e tienile in bocca per qualche secondo prima di deglutire.

Per aiutare la pelle a guadagnare nuova bellezza, intervieni anche “dall’interno” con tisane a base di piante dall’azione depurativa, quali, la bardana e il tarassaco. Per sfruttare le proprietà, ricorri a un decotto composto da 30 grammi di bardana, 30 grammi di tarassaco, 30 grammi di gramigna e 10 grammi di liquirizia.

Metti 2 – 3 cucchiai in un litro e mezzo d’acqua fredda e porta a ebollizione il composto per un paio di minuti. Spegni la fiamma e lascia riposare per altri 10 minuti, filtra. Se preferisci puoi ricorrere alla tintura madre di bardana: assumi 30 – 40 gocce prima dei pasti, per almeno un mese, per depurare la pelle.

Se la pelle è anche arrossata e con eruzioni cutanee (foruncoli, eczemi) fai cataplasmi con le foglie di borragine fresca: frullane una manciata, mettila in una garza e applicala sulla cute, lasciandola agire per almeno 10 minuti.
Esterno – Per idratare la pelle troppo secca ricorri a oleoliti o unguenti che contengono piante dalla spiccata azione emolliente e lenitiva quali, elicriso, camomilla e calendula.

Per preparare l’oleolito, fai riposare in un barattolo di vetro, chiuso, 100 grammi di fiori secchi di una delle piante di (camomilla, elicriso e calendula) in mezzo litro di olio (di mandorle o di vinaccioli) per tre settimane. Tieni il composto in un ambiente tiepido e quando è pronto, filtralo con una garza a trama molto stretta.

Applicalo poi sulla cute pulita mattina e sera, con piccoli massaggi che lo facciano penetrare. Se vuoi preparare l’uguento, miscela 100 grammi di oleolito con 15 grammi di cera d’api. Sciogli a bagnomaria la cera d’api, è quando è fluida, aggiungi l’oleolito. Lascia il tutto a bagnomaria finchè i due composti si amalgamano. Quando il preparato si è raffreddato, travasalo in un vasetto di vetro ed è pronto per l’uso.

Cosa Serve per Iniziare con il Ciclismo

Una guida al guardaroba di base, agli accessori e agli attrezzi che vi servono per ottenere il massimo dalle vostre uscite in bici.

Casco
Anche se non sono obbligatori per legge, i caschi sono un elemento fondamentale per prevenire infortuni gravi quando si gira in bici. Inoltre, indossandone uno si ha anche un vantaggio di tipo psicologico, dato che ci si sente più sicuri a girare in bici. Questo significa che ci si può concentrare su altri aspetti della pedalata come la tecnica, le capacità di guida oppure semplicemente essere più rilassati. Sono invece obbligatori negli eventi sportivi. Il mercato dei caschi è vastissimo, con un’incredibile vastità di soluzioni per ogni colore, taglia e forma. E ovviamente prezzo, che può variare drammaticamente. Indossarne uno, comunque, non vuol dire sudare dentro a uno scafandro: ormai sono quasi tutti molto leggeri e ben ventilati. Esattamente come per la bici, la cosa migliore è provare diversi modelli presso il vostro negoziante di fiducia. Controllate che il casco sia perfettamente adatto alle vostre esigenze, ovvero che si possa allacciare per bene, sia regolabile, copra la fronte e si adatti bene alla vostra testa.

Pedali a sgancio rapido
Una bicicletta standard viene di solito venduta con dei normalissimi pedali piatti. Questi vanno bene per percorsi brevi, ma con l’andar del tempo vi renderete conto che vi serve qualcosa di meglio, che colleghi saldamente le suole delle vostre scarpe ai pedali. La soluzione ideali sono i pedali a sganciamento rapido, che grazie a delle apposite tacchette permettono di fissare le scarpette in maniera veloce e intuitiva. I pedali sono il punto in cui la vostra forza passa dalle gambe alla bicicletta: quelli di questo tipo vi permettono di farlo senza il rischio che il piede scivoli.

Scarpe
Le scarpe per una bici da corsa hanno le suole rigide per trasmettere al meglio la potenza. Nessuno ama la flessibilità sui pedali. Molte scarpe hanno dei fori sulla suola in modo che sia possibile montare su di esse l’aggancio per le tacchette che verranno utilizzate. Camminare con questo tipo di scarpe, però, è abbastanza scomodo, per cui molti ciclisti pendolari preferiscono utilizzare scarpe simili a quelle sportive con gli attacchi incorporati, come quelle molto diffuse nel mondo della mountain bike. In genere, montano il sistema SPD ideato da Shimano e sono ottime sia in sella che per camminare.

Mini Pompa
Qualsiasi cicloamatore esperto vi dirà che, quando si pedala a molti chilometri da casa, è sempre meglio avere essere pronti in caso di foratura. Sia che dobbiate cambiare la camera d’aria sia che sia possibile ripararla, dovrete comunque provvedere a rigonfiarla. Una mini pompa è l’ideale e occupa poco spazio in una borsa sottosella o anche attaccata al telaio. Non sceglietene una troppo piccola o dovrete pompare all’infinito prima di riempire la camera d’aria fino a 100 psi, la pressione tipica di una gomma da strada. Un manometro incorporato è molto comodo, in questo senso.

Guanti
Se dei guanti tradizionali sono molto utili per tenere le dita al caldo quando fa molto freddo, diventano persino dannosi quando la colonnina di mercurio sale. È qui che entrano in gioco i guanti da ciclista senza dita. Ideati per garantire la stessa protezione dei guanti, ma liberandosi del caldo, hanno un palmo leggermente imbottito che assorbe le vibrazioni provenienti dal manubrio e fungono da scudo in caso di malaugurate cadute sull’asfalto. Il motivo sul dorso della mano può diventare un tratto distintivo di stile, mentre le parti spugnose sono molto utili per tergere il sudore o in caso di raffreddore. Controllate che le linguette per rimuoverli funzionino come si deve.

Pantaloncini
Sono fondamentali sia in inverno sia in estate, ma mentre per le temperature rigide vi servirà qualcosa di termico e di imbottito nei punti “tattici”, con il caldo andranno benissimo dei pantaloncini da ciclista normali. Devono essere fatti di un materiale sufficientemente elastico da consentire facilità di movimento evitando che, con la reiterazione dello stesso, si verifichino sfregamenti o impedimenti di un qualche tipo. I pantaloncini sono disponibili in varie taglie e fogge, per cui non avrete problemi a scegliere quello che meglio si addice alle vostre esigenze

Lucchetto
Mai come nel settore dei lucchetti si ottiene esattamente ciò per cui si è pagato: un lucchetto economico vi garantirà una sicurezza bassa, mentre uno più costoso terrà alla larga i malintenzionati, che preferiranno concentrarsi su qualcos’altro. Non è possibile giudicare il livello di sicurezza di un lucchetto guardandolo, ma in generale i lucchetti a U sono i più sicuri, soprattutto se hanno una serratura antitrapano. La U si deve agganciare con una serratura a entrambe le estremità e la chiave dev’essere piatta, non a cilindro, in modo da essere più resistente. Per dettagli sui modelli è possibile vedere questa guida sugli antifurto per bici sul sito Ilciclismo.com.

Luci
Essenziali se volete pedalare dopo il tramonto. Le luci hanno due scopi principali: rendervi visibili e illuminare la strada. In città esiste già l’illuminazione, per cui vi basteranno delle luci più piccole che siano in grado di farvi notare dagli altri utenti della strada. Possono essere combinate con dei catarifrangenti per aumentare l’effetto. Per le pedalate fuori città, invece, vi serve qualcosa di più potente in modo da farvi vedere dove stiate andando. Luci efficienti, a LED e con batterie ricaricabili agli ioni di litio sono la soluzione migliore, perché sono in grado di combinare una grande compattezza con una lunga durata. Se siete pendolari su lunga distanza, sono la vostra scelta.

Occhiali
Un accessorio essenziale per proteggere dal sole e per evitare insetti negli occhi. Scegliete un paio di occhiali che coprano il più possibile e che abbiano lenti fotocromatiche o intercambiabili, così che si adattino a tutte le condizioni di luce: scure per le giornate di Sole, trasparenti per la notte e gialle per quando il tempo è variabile e si vogliono evidenziare i contrasti. Un set con queste tre lenti non comprometterà il vostro conto in banca.

Maglietta
Le magliette si sono evolute rispetto a quando si potevano scegliere solo le repliche di quelle dei team o pochi modelli a tre tasche e zip. Tessuti speciali, tagli ergonomici, soluzioni in grado di garantire una migliore ventilazione e così via. La taglia è fondamentale, per cui date un’occhiata alle indicazioni del produttore. Sceglietene una che abbia una traccia di silicone sull’orlo, in modo che resti in posizione anche in caso di vento forte e mentre pedalate.

Questo è quello che serve per iniziare.

Come si Gioca al Buco nella Mano

Tutti noi abbiamo sentito spesso parlare di persone con le mani bucate, ma non sappiamo che anche noi possiamo averle senza saperlo e questo è possibile vederlo con un semplice gioco che è facilissimo da preparare ed altrettanto facile da eseguire. Lo stupore è garantito.

Prima di tutto dobbiamo decidere una mano a scelta di una seconda persona, quella destra o quella sinistra non ha molta importanza, e munirci di un foglio di carta A4 o anche di dimensioni maggiori. Con solo questo oggetto è possibile riuscire a vedere un buco in una delle nostre mani, o con qualche difficoltà in più anche dei nostri piedi.

Dopo avere preso il foglio di carta, cominciare ad arrotolarlo lungo il lato più corto in modo che il risultato finale sia un cilindro senza le basi, una specie di cannocchiale di carta fai da te. Fare in modo che non si srotoli applicando un pezzo di scotch o uno strato di colla che attacchi per bene.

Giunti a questo punto posizionare il nostro cannocchiale di carta su un nostro occhio a scelta e tenerlo dritto in modo che possiamo guardare l’ambiente circostante. Adesso tenendo entrambi gli occhi necessariamente aperti (è necessario ai fini della buona riuscita di questo gioco) posizionare l’altra mano libera a fianco del cannocchiale e posizionata ad una adeguata distanza vedremo un buco nella nostra mano.

Come Idratare a la Pelle e Togliere le Occhiaie

Vogliamo tutte una pelle liscia e splendente e con questa guida, facile da seguire, sara’ possibile averla in poco tempo con quello che possediamo in casa senza dover spendere soldi. Risulta essere una maschera naturale e fresca, per le pelli secche e per chi ha le occhiaie.

Metti a bollire in un pentolino un bicchiere d’acqua che servira’ per l’infuso di camomilla. Porta l’acqua ad ebollizione e aggiungi due bustine di camomilla. Copri il pentolino con un coperchio o un piattino e lascialo riposare per qualche minuto. Nel frattempo puoi procedere con il secondo passo, in maniera da lasciar raffreddare un po’ l’infuso.

Taglia a pezzetti (o fettine) il cetriolo e mettilo in un frullatore con un cucchiaio di olio d’oliva e un cucchiaio di talco (sarebbe migliore quello per bambini, perche’ e’ piu’ delicato). Aziona il frullatore alla velocita’ che ti sembra piu’ idonea. Quando vedi che gli ingredienti sono stati frullati per bene e sono diventati una crema omogenea, rimuovila dal frullatore e posala in un bicchiere.

Applica la crema sul viso, tranne attorno agli occhi e sulle labbra. Una volta che hai steso uno strato doppio sulla pelle, rimuovi le bustine di camomilla dal pentolino, strizzale un po’ e appoggiale sugli occhi tamponando. Quando senti che la camomilla si sta asciugando, bagnala nel pentolino e ripeti l’operazione per 3 volte. Stai attenta a non far colare la crema, quindi lascia riposare per 35 minuti.

Dopo avere lasciato riposare il tutto per 35 minuti, puoi rimuovere sia la crema che le bustine di camomilla. Per rimuovere la crema, usa un batuffolo di cotone idrofilo bagnato con acqua calda. Ripeti l’operazione fino a togliere tutta la crema e lasciare la pelle pulita. Asciuga delicatamente il viso e stendi una piccola noce di crema idratante sulla pelle.

Come Seminare il Prato

Supponiamo che il giardino sia già stato completamente progettato e cioè sia stato deciso dove andranno piantati gli alberi, dove verranno create le aiuole, dove saranno i camminamenti e dove sorgeranno pergole, gazebi o altre strutture.
A questo punto, prima di impiantare il prato, si dovrà realizzare tutto il resto. Il prato, infatti è l’ultimo degli elementi del giardino che dovrà essere realizzato.

La preparazione del terreno
Se il terreno da destinare al prato è quello circostante ad un edificio di nuova costruzione o che ha appena subito interventi di ristrutturazione, è probabile che la terra, se riportata, sia di scarsa qualità oltre ad essere zeppa di detriti come pietre e frammenti di laterizi. In questo caso è consigliabile lavorare molto profondamente il terreno ed eventualmente asportare uno strato di terra di circa 20 centimetri che andrà rimpiazzato con terriccio da giardino.
Nel caso questa operazione non fosse necessaria, è comunque indispensabile pulire il terreno eliminando erbacce, sassi ed eventuali radici.
Successivamente si dovrà zappare finemente il terreno con un motocoltivatore. Durante questa operazione, emergeranno nuovi sassi e nuove radici che andranno rimosse.
Nel caso non si disponga di un motocoltivatore e non si voglia affrontare la spesa, è possibile noleggiarli presso i bricocenter o presso alcuni venditori di attrezzature da giardino.
Il prato trova le condizioni di sviluppo più favorevoli quando il terreno ha un pH 6-7 ed è ricco di sostanza organica. Nel caso il terreno abbia un pH molto diverso o sia particolarmente povero di sostanza organica, sarà necessario aggiungere correttivi ed ammendanti che andranno incorporati nel terreno proprio durante le operazioni di zappatura-fresatura. In ogni caso, bisogna incorporare nel terreno sostanze fertilizzanti che serviranno al prato nei suoi primi giorni di vita.
A questo punto andranno posizionati i componenti dell’impianto di irrigazione. Prima di passare alla semina è necessario livellare accuratamente il terreno evitando di creare buche che potrebbero portare a ristagni di acqua e successivamente rullare il terreno. Anche il rullo compattatore, non essendo propriamente un attrezzo di uso quotidiano è possibile trovarlo a noleggio nei brico o nei negozi di attrezzature per giardino.

La semina del prato
Solitamente, le semenze da prato vengono vendute sotto forma di miscugli che contengono diverse specie di graminacee. Questo per favorire l’adattabilità del prato alle varie situazioni in cui dovrà crescere.
La scelta del miscuglio andrà fatta principalmente in funzione della posizione (sole o ombra), del tipo di clima e del tipo di terreno.
L’operazione di semina vera e propria è la fase che presenta le maggiori difficolta. Può essere eseguita si a mano che con una seminatrice. Nel primo caso sono richieste attenzione ed esperienza, nel secondo caso è indispensabile una buona seminatrice. Una seminatrice di scarsa qualità provocherà solo arrabbiature ed il risultato sarà peggiore di quello ottenibile con una pessima semina manuale. Nel caso la semina venga effettuata a mano, è consigliabile mescolare alla semente una certa quantità di sabbia (almeno la metà). In entrambi i casi si dovranno eseguire due passate incrociate. La quantità di semi da utilizzare è indicata sulle confezioni. È possibile aumentare leggermente le dosi per ottenere un prato più folto e rendere più difficoltosa la propagazione delle erbe infestanti.
Successivamente bisogna interrare leggermente i semi passando delicatamente con un rastrello o, ancora meglio, distribuendo un leggero strato di terriccio sopra al terreno appena seminato. A questo punto occorrerà innaffiare delicatamente per mantenere umido il terreno fino a quando tutti i semi saranno germinati. Occorre fare attenzione a non innaffiare in modo troppo violento per evitare che i semi possano spostarsi o addirittura essere trascinati via. Volendo, per evitare che gli uccelli possano mangiare i semi, è possibile coprire il terreno con un telo di “tessuto non tessuto” che proteggerà anche i semi nei primi giorni in caso di pioggia forte ed aiuterà a mantenere umido il terreno. Bisogna però fare attenzione e rimuovere il telo non appena saranno spuntati i primi fili d’erba per evitare che questi si possano infilare nella trama del tessuto rischiando di venire strappati quando si toglierà (tardivamente) il telo.

Durante le sue prime settimane di vita, il nuovo prato andrà trattato con molta attenzione. Prima di ogni altra cosa, evitate di calpestarlo.
Quando l’erba avrà raggiunto un’altezza tra i 5 ed i 10 centimetri, prima di effettuare la prima falciatura, può essere conveniente passare il rullo per compattare il terreno attorno alle radici. Se si è passato il rullo, effettuare prima la falciatura un paio di giorni dopo la rullatura per consenire ai fili d’erba di raddrizzarsi.
Il pericolo, durante le prime tosature del prato è che le piantine di erba non avendo ancora le radici ben sviluppate possano essere estirpate. Per minimizzare questo rischio è bene che il tosaerba abbia le lame ben affilate.
Se, durante le prime settimane, si dovesse notare la presenza di erbe infestanti, l’unica possibilità è quella di toglierle manulamente. Per poter usare diserbanti selettivi, bisognerà aspettare ancora un po’.
Dopo quattro o cinque settimane dalla semina sarà possibile verificare l’uniformità del nuovo prato. Se fossero presenti zone più diradate, è possibile riseminare localmente.