Come Rassodare le Braccia

!Se anche voi state combattendo contro le antiestetiche braccia grosse e flaccide, dovute senza dubbio ad una vita sedentaria e ad uno scarso esercizio fisico, la primissima cosa da fare sarà senza dubbio  muoversi e non stiamo parlando solamente di esercizi specifici per dimagrire le braccia, ma anche degli altri esercizi grazie ai quali potrete modellare il corpo e perdere i chili in eccesso.

Detto questo, oltre a tapis roulant, cyclette, step, relativamente a cui è possibile leggere questa guida sullo stepper presente su questo sito, e così via, grande importanza meritano a questo punto proprio gli esercizi per le braccia, grazie ai quali non dovrete più avere il timore di indossare una canotta senza maniche.

Ma cominciamo subito con uno degli esercizi più efficaci per rassodare soprattutto la parte posteriore delle braccia, ovvero i tricipiti (quella che tende a diventare più flaccida a causa della mancanza di esercizio, per intenderci). Prendete con la mano destra un pesetto di 1.5 Kg e sollevate il braccio verso l’alto. Quindi, fate scendere l’avambraccio dietro le spalle aiutandovi con l’altra mano per mantenere la posizione. A questo punto, eseguite un movimento dal basso verso l’alto (stendendo quindi il braccio) 12 volte per tre serie. Eseguite alternatamente il vostro esercizio anche con l’altro braccio.

Il secondo esercizio per rassodare le braccia senza mettere troppa massa muscolare andrà eseguito in posizione seduta. Prendete due pesetti da 2Kg (al massimo) e stendete le braccia verso il basso. Quindi, in maniera alternata portate il peso verso la spalla senza toccarla. Eseguite l’esercizio 20 volte per tre serie.

Infine, per il terzo esercizio dovrete mettervi in posizione eretta, di fronte a un tavolo, e poggiare le mani sulla sua superficie. Quindi divaricate le braccia e piegatevi in avanti leggermente, facendo forza solo con le braccia. Risollevatevi e ripetete il movimento 15 volte per tre serie.

Non vi resta che iniziare il vostro allenamento.

Piante da Lasciare all’Aperto

Le piante che costituiscono gli spazi verdi sono piante particolari, con insoliti periodi di fioritura e fogliame molto decorativo, oltre che a boccioli dai colori vivi; provengono solitamente dalle zone tropicali, o dall’Africa del sud, o dall’Australia.

Sono piante che prima di essere poste in commercio restano in vivaio per alcuni anni; in questo modo sarà possibile studiare quale è il loro comportamento in rapporto al clima europeo. Molte di queste piante possono essere ospitate nei nostri giardini, senza la necessità di essere poste in serra fredda; altre, al contrario, necessitano di un riparo per i mesi più freddi.

Le piante che vivono nei nostri giardini, di solito, provengono da aree geografiche con climi simili al nostro: e cioè dove ad una stagione calda e asciutta segue una umida e fredda. Quello che cambia è che in molte zone la stagione invernale è molto asciutta, mentre in Europa se le temperature non scendono il clima invernale è piuttosto umido. Occorre quindi evitare che le piante di origine esotica che si trovano nei nostri giardini, trascorrano la stagione fredda in un luogo asciutto, al riparo di uno strato di film plastico che impedisce alla pioggia di raggiungere il terreno.

Tra queste piante molte provengono dall’Australia: le mimose e gli eucalipti sono coltivati da molti anni in Italia, e provengono da quelle zone dell’Australia dove le temperature minime invernali sono di alcuni gradi inferiori allo zero, mentre in estate il clima è caldo. Questi tutte queste piante possono essere accudite in una qualsiasi area geografica del nostro Paese, senza doversi preoccupare del clima.

Ma nelle zone settentrionali è necessario coprire la chioma degli arbusti durante le giornate più fredde, quando il termometro segna temperature ben al di sotto degli zero gradi. Dall’Africa arrivano invece alcune essenze, e un tipico esempio sono i gerani: arbusti che non temono il freddo, ma che vengono danneggiati da gelate intense notturne. Durante l’inverno i gerani vanni in riposo vegetativo e non occorre somministrare acqua.

Come Sgonfiare la Pancia

Il binomio inscindibile per ottenere una pancia piatta è l’abbinamento dieta ipocalorica ed esercizio fisico possibilmente mirato per quella zona.

Ma per sgonfiare la pancia occorre evitare lo stress, curare la stitichezza ed eliminare la ritenzione idrica. Potete aiutarvi mettendo in tavola cibi che, oltre a stimolare il metabolismo e quindi a bruciare i grassi in eccesso, vi aiuteranno ad eliminare i liquidi di troppo e le tossine.

La prima regola è bere molto ed evitare alcol e bevande gassate amiche del sovrappeso e della ritenzione idrica.

Non fatevi mai mancare i seguenti alimenti

Olio d’oliva – con il suo contenuto di acidi grassi buoni omega 3 e omega 6 non solo vi aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari e tumorali, ma la presenza di acido oleico fa sì che nell’organismo vengano ripartiti correttamente i grassi in eccesso.

Tè verde – ricco di polifenoli antiossidanti stimola il metabolismo a bruciare più velocemente i grassi, soprattutto se se ne bevono 3 tazze al giorno per almeno 3 settimane.

Alga Kelp – si tratta di un’alga presente in commercio in forma secca o come integratore che aiuta la produzione di ormoni tiroidei e quindi a bruciare i grassi in modo più veloce, inoltre elimina i liquidi di troppo.

Aceto di mele – non solo insaporisce le vostre insalate in modo più gradevole, ma è un potente stimolatore del metabolismo se sciolto in un bicchiere d’acqua e assunto prima di ogni pasto.

Succo di mirtillo – ricco di antiossidanti come la vitamina C è diuretico e andrebbe bevuto la mattina a colazione senza aggiunta di zuccheri.

Per stimolare il metabolismo occorre inoltre aumentare la quota proteica e ridurre i carboidrati

Ecco quindi una giornata tipo di dieta per sgonfiare la pancia. La dieta andrebbe seguita per almeno una settimana inserendo gli alimenti sgonfianti consigliati prima

Colazione

Tè verde senza zucchero e succo di mirtillo

frittata con tre albumi e un ripieno di peperoni e spinaci

spuntino: pollo 100g con pepe rosso

bevanda all’aceto di mele

Pranzo: Un petto di pollo alla griglia, insalata mista condita con aceto di mele, peperoni, fagiolini e 1/4 di cucchiaio di olio d’oliva

merenda: 100g di petto di tacchino con mezzo cetriolo

bevanda all’aceto di mele

cena: 100 g di petto di pollo alla griglia con broccoli al vapore

Coltivare il Caprifoglio del Giappone

Il caprifoglio del Giappone è una delle piante rampicanti col miglior valore ornamentale per via dei fiori prima bianchi e poi giallicci a foglie parzialmente persistenti. Si tratta di un arbusto vigoroso, rustico e molto frugale, tanto da non avere esigenze specifiche in fatto di clima e terreno, purché profondo.

La lonicera japonica, pur essendo forse la più interessante, non è la sola specie da tenere in considerazione per le nostre reti di recinsione, colonne o pergolati. Ecco una panoramica generale delle altre specie arbustive appartenenti al genere Lonicera:

Lonicera fragrantissima – si tratta di un cespuglio rustico che fiorisce durante la stagione invernale.

Lonicera sempervirens – conosciuto anche come caprifoglio della Virginia, è una piata a foglie persistenti con dei fiori rossi davvero molto gradevoli.

Lonicera caprifolium – è la specie più conosciuta tra le Lonicerae spontanee, E’ conosciuta anche come caprifoglio comune o madreselva, e si caratterizza pe ri fiori bianco crema assai odorosi.

Trattandosi di piante dalla fioritura abbondante capace di attorcigliarsi formando dei grovigli impenetrabili con il minimo sforzo, tutte le specie qui sopra citate sono consigliate.

Coltivazione dell’Orniello

Cari lettori e appassionati, in questa guida vedremo insieme le caratteristiche dell’ornello, il cui nome scientifico è Fraxinus ornus.

Risulta essere un albero caducifoglio alto fino a 10 o 15 metri, a portamento slanciato e chioma leggera e ovale.

La corteccia dell’orniello è grigio-verdognola e liscia da giovane, più scura e leggermente screpolata con l’età.

Alcune varietà vengono coltivate nell’Italia Meridionale ed in particolare in Sicilia per la produzione della manna, sostanza zuccherina che si ricava praticando tagli poco profondi nella corteccia e che all’aria si rapprende.

La manna viene utilizzata nell’industria dolciaria ed anche come blando lassativo.

Il legno ha caratteristiche simili a quelle del frassino maggiore e viene usato per le stesse destinazioni, ma per le ridotte dimensioni è meno pregiato.

In Italia è praticamente presente su tutto il territorio ed è diffuso soprattutto nella fascia dei querceti caducifogli supramediterranei: per questo è tra le più diffuse caducifoglie italiane.

Le foglie dell’orniello sono imparipennate e possono misurare dai 15 ai 25 centimetri. La fioritura si sviluppa insieme alle foglie intorno ad aprile e maggio.

L’orniello è un albero che può vivere sia nei boschi freschi su terreno relativamente umido, che nelle boscaglie xerofile su terreno arido.